Il porfido possiede svariati requisiti che lo rendono una pietra ottimale per qualsiasi impiego. Tra le caratteristiche principali che lo distinguono dagli altri materiali sono:

Resistenza all' usura

E' una proprietà molto importante del porfido, caratterizzata particolarmente per la durezza dei materiali che lo compongono, rendendolo pregiato in special modo nella posa di pavimentazioni interne ed esterne-

Questa caratteristica risulta estremamente importante negli spazi esterni in quanto le pietre utilizzate per pavimentazioni sono soggette a particolare usura, in particolar modo nelle sedi stradali dove si tratta di usura per "attrito radente" che tende a modificare in un tempo più o meno lungo la superficie originale del materiale.
Il porfido, inoltre, a differenza di altre rocce eruttive (graniti), con il passare del tempo non diventa liscio ma rimane scabro, il che permette un'ottima aderenza sia allo stato asciutto che bagnato.

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I valori si riferiscono:
marmo (nome commerciale: Rosso Asiago)
travertino (nome commerciale: Travertino romano di Tivoli)
porfido (nome commerciale: Porfido del Trentino)
granito (nome commerciale: Grigio perlato di Sardegna)

* Usura per attrito radente: valori riferiti al granito di S.Fedelino
terne ed esterne.

Dati estratti da : E. Corbella, R. Zini - Manuale dei marmi, pietre, graniti - Vallardi, 1988

I dati relativi al porfido sono stati elaborati sulla base delle determinazioni fisiche meccaniche eseguite dal Dipartimento di Georisorse e Territorio del Politecnico di Torino - luglio 1985.

 

Resistenza alla compressione e all' urto

Il porfido è un materiale molto resistente sia per carichi considerevoli che per temperature molto rigide. Si può quindi evidenziare che questo pregiato materiale è molto indicato per tutti i tipi di coperture, rivestimenti e pavimentazioni, sia con cubetti che con lastre grezze o lucide, nelle case, nei giardini, nelle strade, piazze e stabilimenti industriali poiché la resistenza al gelo, alla dilatazione e all'imbibizione (aumento di peso per immersione in liquido) lo rendono pressoché indistruttibile.
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I valori si riferiscono:
marmo (nome commerciale: Rosso Asiago)
travertino (nome commerciale: Travertino romano di Tivoli)
porfido (nome commerciale: Porfido del Trentino)
granito (nome commerciale: Grigio perlato di Sardegna)


Dati estratti da : E. Corbella, R. Zini - Manuale dei marmi, pietre, graniti - Vallardi, 1988

I dati relativi al porfido sono stati elaborati sulla base delle determinazioni fisiche meccaniche eseguite dal Dipartimento di Georisorse e Territorio del Politecnico di Torino - luglio 1985.

 

Resistenza chimica

Qualità fondamentale del porfido è la sua resistenza alle sostanze chimiche. L'impiego di questo materiale risulta idoneo anche negli stabilimenti chimici e nelle fonderie, dove il materiale è sottoposto a condizioni molto severe. A differenza della pavimentazione in ceramica ha una resistenza maggiore, non è sdrucciolevole e non si imbeve come nel caso dell'uso del cemento.

Colore

La colorazione del porfido dipende dal tipo di ferro presente: infatti vi sono rocce più scure tendenti al verde o al nero e rocce con colori più tenui, variabili dal grigio, al grigio-azzurro e al rosso.
Nei rivestimenti e per i muri di sostegno si ottengono risultati eccellenti accostando più colori dalle diverse tonalità, mentre per quanto riguarda la pavimentazione risulta ottimale l'impiego di materiale omogeneo che assemblato con materiale di colori contrastanti danno un piacevole effetto visivo.
Il porfido è una pietra naturale la cui bellezza deriva dalle variazioni differenti di colore. (vedi Tonalità del porfido )

Per queste sue diverse tonalità non sarà mai identico: infatti nelle consegne il materiale potrebbe differire sia per colore che per spessore.
La differenza di colore caratteristica del porfido è considerata generalmente tollerabile in quanto insita nella pietra naturale.

 

Origine e formazione del porfido

Analizzando ora geologicamente il porfido ci renderemo conto delle proprietà che caratterizzano questo materiale e che lo rendono esclusivo nel campo delle pavimentazioni stradali e nell'edilizia.
Le origini del porfido risalgono a circa 250 milioni di anni fa durante l'era del vulcanesimo permiano della regione Trentino Alto Adige. L'attività eruttiva si protrasse per decine di anni alternandosi a separati periodi di stasi, per tutto il Permiano Inferiore, diede forma ad una "PIATTAFORMA PORFIRICA" che tutt oggi si estende coprendo tutta l'area atesina dalla Val di Sesto, in Pusteria, al passo del Broccon e dal Lago d' Idro a Merano.
La composizione chimica del porfido è costituita da circa il 70% di silice, il 14% di alluminio , l' 80% circa di alcali ed il restante è formato da altre piccole percentuali di materiali. Dal punto di vista mineralogico è composto da numerosi minerali di qualità molto diverse tra loro, ma con prevalenza di cristalli di quarzo. Caratteristica principale del porfido trentino, che lo rende più maneggiabile per le varie sue lavorazioni e ancor più competitivo sul mercato delle pietre naturali, è costituita dalla sua presenza lastrificata verticalmente a piani quasi paralleli e di spessore variabile da cm 1 a cm 50.
Questa particolare lastrificazione, che è quella che consente la lavorazione del porfido, non ha ancora trovato una vera spiegazione; alcuni suppongono che questa particolare caratteristica sia di origine tettonica, altri invece sostengono che sia dovuta al raffreddamento delle colate laviche.